La serie degli «Elgin Marbles» è costituita da un corpo di opere realizzate tra il 2015 e il 2016. Le sculture-dipinto - composte da prismi di legno a base triangolare variamente dipinti sulle tre facce e montati su una struttura d'acciaio che consente loro di ruotare sul proprio asse - offrono sublimi esempi della scultura classica greca in un'interpenetrazione senza fine con animali terrestri, acquatici e volanti. Meravigliosi frammenti di alcune divinità del pantheon greco (Iris, Ilisso, Dioniso, Hermes), insieme alla Testa del cavallo di Selene, si stagliano «trasfigurati» su fondi colorati: metamorfosi di ovidiana memoria reinterpretate attraverso il filtro del sentire contemporaneo, che specula sul principio della «bellezza ideale» e sul concetto di armonia. Il tema di attualità affrontato dall'artista si riflette nell'annosa disputa anglo-greca sulla restituzione dei celebri frammenti marmorei dei frontoni est e ovest del Partenone, rimossi da Lord Elgin nel 1816, acquistati nel 1816 dal governo britannico e tuttora esposti al British Museum.
In questo «discorso frammentato», in cui l'unità di visione è ulteriormente scomposta nelle molteplici facce dei parallelepipedi, lo spettatore è invitato a creare un proprio immaginario mitologico in cui le opere di Fidia - perfetta sintesi di equilibrio, compostezza e proporzione - sono in simbiosi con le forme del Creato.
Attraverso questo approccio ludico lo spettatore è invitato a costruire un immaginario mitologico personale, dove l'elemento estetico è profondamente legato a quello etico, tratto che caratterizza anche la statuaria classica: straordinarie epifanie visive che prendono forma grazie al dialogo con gli spettatori e sollecitano una riflessione sulle impellenti questioni ecologiche che segnano l'epoca in cui viviamo, come la conservazione della biodiversità e la salvaguardia degli habitat naturali e delle specie animali a essi legate.
Il forte carattere iconico delle sculture del Partenone è immancabilmente esaltato da fondi dai colori accesi - compatti e vividi - su cui si staglia la Testa di cavallo della dea lunare greca, ripetuta in diverse versioni: il rimando giocoso alle serigrafie «pop» di Andy Warhol trova un interessante contrappunto concettuale nella tradizione dell'arte medievale, dove i fondi erano trattati con l'antica tecnica della doratura e dell'argentatura - esempio lampante di come l'arte di Ancilotto riesca a inserirsi perfettamente nel fecondo dialogo tra tradizione e innovazione.
Il ciclo di opere in questione - completo di materiali grafici e video (disegni preparatori e proiezioni che documentano il lavoro dell'artista e ne illustrano le opere nel loro colorato divenire) - è pensato per un'esposizione da allestire in ambiente museale, in cui le opere, dal carattere interattivo, sono accompagnate da pannelli esplicativi volti a evidenziare il significato culturale delle statue greche e a ricollocarle idealmente nel loro contesto storico e geografico originario.
«Il gioco è la forma più alta di ricerca», affermava Albert Einstein: educare persone di ogni età a una fruizione differenziata e personale e al tempo stesso coinvolgerle nell'esperienza estetica, sensoriale ed emotiva del fare artistico è l'obiettivo perseguito dall'artista romana nel proporre la serie degli «Elgin Marbles», attualizzando il passato in un incessante «hic et nunc»; la versatilità delle opere consente al contempo di sperimentare l'arte nelle sue varie declinazioni e di riscoprire le radici culturali della nostra civiltà occidentale.
Olio su solidi di legno tridimensionali ruotanti - cm 78x148 - 2015/16










Olio su solidi di legno tridimensionali ruotanti - cm 110x86 - 2016













Olio su solidi di legno tridimensionali ruotanti - cm 70x101 - 2016












Olio su solidi di legno tridimensionali ruotanti - cm 86x118 - 2016






Olio su solidi di legno tridimensionali ruotanti - cm 42x55 - 2016







